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Stagione 1 episodio 8 Minima sicurezza

Un guasto alla motocicletta costringe una coppia a fermarsi a lato della strada: i due chiedono aiuto ad un’auto in arrivo, ma quest’ultima travolge la moto. La coppia si avvicina all’auto e scopre che l’uomo alla guida è morto. Il cadavere viene sottoposto ad esame autoptico da parte di Dicky: si evidenzia un’emorragia addominale che ha provocato un blocco intestinale. All’interno dell’intestino, però, non vengono rinvenuti dei calcoli, bensì alcuni smeraldi. La persona deceduta è il marine Khalil Sa’id, appena giunto a Guantanamo in qualità di traduttore. Gibbs è convinto che il militare abbia provato a contrabbandare le pietre preziose e si confronta con Abby, che verifica i reperti rinvenuti nell’auto e trova nella valigia dell’uomo alcune missive di Paula Cassidy, anch’ella traduttrice a Guantanamo ed agente speciale dell’N.C.I.S. Kate, Dinozzo e Gibbs si recano a Cuba e rintracciano le trascrizioni degli interrogatori seguiti da Sa’id. Gibbs sceglie di estromettere l’agente Cassidy, che lavorava con il marine deceduto, agli interrogatori del detenuto Nasser, proveniente dall’Afghanistan, fino a quando non avrà sufficienti informazioni sul suo conto. Dei contatti con l’agente Cassidy si occupa Dinozzo, ma la donna rifiuta di parlargli. Gibbs e Kate si recano nel penitenziario per incontrare Nasser, che nega però il proprio coinvolgimento nel traffico di smeraldi. Gibbs propone di trasferire il detenuto in cella di isolamento, ma il terrorista aveva ricevuto dall’agente Cassidy la promessa di essere inserito nell’area di minima sicurezza. Gibbs chiede conto alla Cassidy di tale promessa e l’agente riferisce che si tratta di un premio per la sua collaborazione; la donna inoltre chiarisce il contenuto della lettere indirizzate a Sa’id, le quali erano dirette ai suoi famigliari e non riguardavano una storia d’amore fra i due. Le risultanze degli accertamenti sugli abiti di Sa’id da parte di Abby dicono però l’opposto: il profumo di cui erano intrisi è infatti lo stesso che indossa l’agente Cassidy. Intanto nel mazzo di chiavi in possesso di Sa’id viene trovata la chiave della camera della donna. Gibbs chiede conto di questo fatto all’agente, la quale riferisce che, in effetti, aveva smarrito tale chiave, ma non sapeva che fosse finita in possesso del collega. La donna sospetta che l’agente defunto la utilizzasse per introdursi nella sua camera e leggere sul computer i rapporti degli interrogatori di Nasser. Inoltre, nell’ultimo periodo, aveva notato che Sa’id si era intrattenuto più del lecito in conversazioni con il detenuto. Nel frattempo Abby esegue una perizia sul computer di Sa’id e rintraccia, sapientemente occultati, alcuni file contenenti messaggi in arabo ed una mappa del penitenziario. I messaggi vengono decifrati e rivelano un contenuto incredibile: Nasser deve sopprimere un genero di Bin Laden detenuto nello stesso carcere. Nasser viene trasferito nella zona di sicurezza limitata del penitenziario al fine di individuare l’uomo che dovrebbe essere assassinato ed impedire così l’omicidio. Nasser, una volta trasferito nel nuovo reparto, riesce però ad ingannare i cecchini ed avvicinare il suo obiettivo: sarà l’agente Cassidy, in extremis, ad evitare l’omicidio uccidendo con un colpo di pistola il detenuto.

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